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ODISSEA DI NOLAN: ELOGIO DELLA RESPONSABILITÀ NEL QUI E ORA

  • alesefederica
  • 26 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

L’Odissea è sempre stato un poema ricco di metafore psicologiche, ma la rivisitazione di Nolan ci offre una bellissima riflessione sulla responsabilità.

Concetto allontanato dalla psiche umana con vari meccanismi di difesa, pensiero non più appartenente all’ambito adulto, una patata bollente che la gente si passa pur di non scottarsi.

Forse perché la pelle ha pochi strati? Perché ci sono state altre ferite? Perché abbiamo già delle cicatrici?

Non so. Ma gli adulti di oggi, se possono, evitano qualsiasi responsabilità che possa riguardare loro, le loro famiglie, i loro figli, i loro animali. Qualsiasi essere vivente o cosa che possa minimamente “toccarli” con il peso della vergogna.

Ebbene sì, l’emozione maggiormente legata alla responsabilità è proprio la vergogna, di cui non riusciamo più a fare esperienza, forse perché la nostra società si è orientata verso difese narcisistiche che hanno il ruolo di evitare tutto ciò che può buttare giù la maschera del Falso Sé.

Questa incapacità di accedere al mondo della responsabilità, va a braccetto con l’impossibilità di stare nel qui e ora, con quello che succede, con quello che sentiamo, che viviamo. Con il dolore, con la tristezza, con le guerre. Oscilliamo tra depressioni (vivere nel passato), ansie di tutti i tipi (vivere nel futuro), deliri e psicosi (mancato contatto con la realtà). Ma nel presente non ci siamo mai.

Staccarci dalla realtà ci permette di evitare qualsiasi responsabilità, con emozioni annesse.

Nolan, invece, nella sua Odissea porta Ulisse ad affrontare quello che era accaduto a causa delle sue scelte, e di quelle di altri, come Agamennone. Il senso di colpa, la vergogna, l’immensa tristezza riescono ad emerge nel cuore e nella psiche di un uomo che cercava di “dimenticare”; il dolore affiora e trafigge ogni ferita ancora aperta, fa sanguinare e scorrere il rosso sul corpo livido; la paura di sentirsi perso toglie il respiro.

Ma è solo dopo che Ulisse si assume le sue responsabilità che torna finalmente libero e a casa; che può, a quel punto, mettere pace dentro di sé dirigendosi verso ovest per rendere onore ai suoi uomini, che può prendere in mano quella pietra infuocata e seppellirla.

Nel poema, Omero dice una frase che riassume tutto quello che abbiamo detto e che Nolan ha reinterpretato: “Sopporta cuore mio”. Senti quelle emozioni, non lasciarle andare, vivile, lascia il controllo, senti, soffri, e finalmente renditi libero.



 
 
 

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